Gasparini persegue un intento alchemico. Il suo incontro con la materia fisica conduce a un movimento di costante trasformazione simbolica, di elevazione dal pesante al leggero, dal profondo nero vite di Germania di cui sono intrise le sue tele grezze alle visioni di Mnemosyne, la memoria mitica con gli occhi chiusi in un sonno vigile e perfetto. Dal piano della terra pesante e scura del pigmento naturale al piano sottile e simbolico della rappresentazione di una divinità, simbolo del pensiero stesso.
Il pensiero mitologico classico individua nella memoria, Mnemosyne, madre delle nove Muse, la conditio sine qua non del pensiero. Sapere è ricordare per Socrate come, in senso lato, per la psicologia del ‘900, ricordare è il sistema che struttura l’identità.
Si tratta di un lavoro che indaga, con esiti esteticamente rilevanti, l’identità culturale, le origini mitiche e misteriche del pensiero e della coscienza occidentali.